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Itinerari enogastronomici del Cilento

La gastronomia del Cilento ha avuto nella storia una grandissima importanza anche nel campo della medicina. Infatti presso la Scuola Medica salernitana e, ancora prima, presso la Scuola Eleatica la buona cucina aveva caratteristiche igieniche e dietetiche. Certamente la cucina cilentana risente di influssi salernitani, napoletani e greco-bizantini. Gli influssi greco bizantini si possono rintraccaire particolarmente nel modo di fare il pane utilizzando farina di grano, e di cereali o una pasticceria a base di miele, olio, farina, mandorle, aromi o la pasta con le fave.
Negli ultimi decenni caratteristica cilentana per la gastronomia sono diventate le varie sagre che si svolgono, numerose, in particolar modo nel periodo estivo, sia sulla fascia costiera che interna.
Per chi proviene da Nord l’itineraio ha inizio da Paestum, tra i più famosi centri archeologici d’Italia, situato nella parte meridionale della Piana del Sele. La sua specialità gastronomica, in primis, è rappresentata dalla mozzarella, un formaggio fresco a cui è stato attribuito il marchio DOP. La strada che da Battipaglia porta a Paestum è un susseguirsi di caseifici: per gli appassionati non c’e’ che l’imbarazzo della scelta. La notorietà della mozzarella non ha tuttavia oscurato il primato di un altro notevole prodotto pestano, quello del carciofo insignito col marchio IGP, meglio conosciuto come “tondo di Paestum“.
Castel San Lorenzo fa rima con olio e vini doc. Due pluriennali manifestazioni per celebrare questi pilastri della dieta mediterranea. “Olio, vino e fantasia a dicembre” e “La festa dei vini doc ad agosto” che ha come motto un precetto della Scuola Medica Salernitana risalente all’anno 1000: «Vina bibant homine, animantia cetera fontes», ossia «Gli uomini bevano i vini, gli altri esseri le acque di fonte.
Per gli amanti dei fusilli Felitto è una tappa obbligata. Provenendo da sud, prima di giungere in paese, possiamo ammirare un bellissimo Ponte Medievale perfettamente conservato, che sembra quasi gioire tra le spumeggianti acque del fiume Calore che lambiscono i suoi piedi. Il centro negli ultimi anni ha costruito la sua fama attorno a questa pietanza, tanto da divenire teatro di una sagra che riscuote un tale successo da essere organizzata per ben due volte l’anno, ad agosto e ottobre. E… eccone una ricetta: si prepara il ragù mettendo a soffriggere una cipolla tagliuzzata possibilmente in un tegame di creta, si condisce con molto olio. Si uniscono dei pezzi di lombo di maiale, di noce di vitello anche un po’ di salsiccia paesana; con un poco di vino locale si fa evaporare il tutto a fuoco forte, aggiungendo abbondanti pomodori passati da rimestare di volta in volta facendo, stavolta, cuocere a fuoco lento. I fusilli si preparano impastando la pasta e lavorandola con un ferro, allungandola e incavandola. La pasta sarà lunga 8-10 cm circa.
Da Felitto possiamo proseguire per Trentinara. Il centro, fondato da profughi pestani per sottrarsi alle invasioni barbariche medievali, è oggi famoso per antipasti di montagna che vengono preparati da mani sapienti presso ristoranti e agriturismi della zona, ma anche per gli strangulaprievati (cavatielli giganti) agnello e capretto alla brace, «laane e ceci» e ottimo vino locale.
Da Trentinara si giunge a Magliano Vetere e quindi a Magliano Nuovo, famose entrambe per le eccellenti produzioni di castagne e uva da vino.
Per Stio Cilento, vanno segnalati due importanti avvenimenti mangerecci: La sagra dei piatti poveri del Cilento, che si tiene verso la metà del mese di agosto, dove a farla da padrona sono i «Ciccimmaretati», una prelibata zuppa a base di legumi, grano e granoturco, condita con sale olio e … tanto peperoncino. E, nel corso del mese di novembre, la festa della castagna.
A sette chilometri troviamo Gioi, menzionata nel film «Benvenuti al Sud» per la sua soppressata, un insaccato affumicato, fatto con carne di maiale.
E in poco meno di mezz’ora d’auto arriviamo a Vallo della Lucania, considerata a ragione la vera capitale del Cilento, sede tra l’altro, oltre che della Diocesi vescovile anche degli uffici dell’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Qui troviamo pregiati vini, caciocavalli, mozzarelle e formaggi in genere.
E dal Cilento interno viriamo verso la costa, non prima di aver effettuato una  puntata ad hoc su Prignano e Ogliastro per poter gustare i rinomatissimi fichi bianchi che mondati vengono fatti essiccare al sole di queste bellissime colline. Non é un caso se questo frutto, così sapientemente preparato, sia giunto sulla tavola della Regina Elisabetta II d’Inghilterra.
In poco meno di mezz’ora siamo ad Agropoli, un centro dotato di strutture turistiche adatte ad ogni tipo di esigenza, famosa per la bellissima baia di Trentova e un porto turistico di notevole importanza. Qui troviamo diversi alberghi, residence, bed and breakfast, agriturismi, ristoranti, pub, pizzerie e ovviamente specialità enogastronomiche: mozzarella di bufala, fichi secchi imbottiti al cioccolato, liquore nocino e pesce. Da non perdere la “Festa del pesce azzurro”, la cui prima edizione si è tenuta nel mese di luglio del 2012, diretta a promuovere la dieta mediterranea e l’attività dei pescatori locali con degustazione di piatti tipici.
pescato_pDa Agropoli superando Punta Tresino, attraverso la statale 267 si giunge a Santa Maria di Castellabate divenuta famosa per aver costituito il set del film Benvenuti al Sud. Grazie anche alla fortunata e divertente pellicola che ne ha decantato le bellezze, la località negli ultimi anni ha visto accrescere notevolmente  i flussi turistici. Qui due le manifestazioni da segnalare, entrambe estive: a giugno, “la sagra del pescato di paranza” vede finire dalle reti ai fornelli merluzzetti, sogliole, mazzoni, alici, triglie, il tutto rigorosamente fritto in olio cilentano. Ad agosto il festival della pizza che porta a Castellabate i migliori pizzaioli campani per deliziare anche i palati più esigenti.
Proseguendo lungo la statale 267 si giunge nel territorio di Montecorice, un luogo incantevole, fatto di vigneti e oliveti. Il paese sorge su uno sperone del Monte Stella, mentre fin sulla spiaggia sorgono le varie frazioni tra le quali ricordiamo Ortodonico, Agnone, Case del Conte, Fornelli e Zoppi. Famosi sono i biscotti del Monte Stella, la zuppa di pesce e le melanzane accoppiate, meglio conosciute come “mulignan mbuttunat“.
E che dire di Pollica e delle sue due famose frazioni Acciaroli e Pioppi, tra le prime mète del turismo balneare cilentano. A settembre Pioppi diventa teatro della sagra del Pesce Azzurro, nata oltre quarant’anni fa a seguito di un convegno di cardiologia tenutosi presso il castello Vinciprova, nel corso del quale furono per la prima volta evidenziati i benefici connessi al consumo di pesce azzurro. La manifestazione che si svolge direttamente in spiaggia intende, tra l’altro, fa rivivere alcune esperienze di vita dei pescatori locali quando rientrando dalla pesca notturna consumavano la loro frugale colazione a base di alici marinate e pane biscottato.
A tre chilometri da Pioppi troviamo Marina di Casalvelino insignita negli ultimi anni col prestigioso vessillo-riconoscimento della bandiera blu attribuita dalla FEE. Qui troviamo vino, olio pesce e frutti di mare.
Ascea e Ascea Marina godono di una posizione favorevolissima per il turismo e per la bellezza dei luoghi, specialità gastronomiche sono alici, tonno, olio e vini locali. Segnaliamo “Le notti di Bacco” sul finire del mese di luglio, quando il mare diventa vino…
Proseguendo per la SS 267 giungiamo a Pisciotta, dove nella frazione Rodio si produce una qualità esclusiva di olio di oliva “l’olio pisciottano” ricavato da piante secolari particolarmente pregiate. Prodotto parimenti importante è il pesce. Situazione non dissimile troviamo nelle vicine Palinuro e Centola. Proseguendo si giunge a Marina di Camerota e Camerota. Uliveti secolari che producono grandi quantità di olio pregiato, ma oltre al turismo il pesce è il punto di riferimento dell’economia locale con tonno, alici e pesce spada. Elementi questi che caratterizzano la restante fascia costiera sul golfo di Policastro, con le località di Scario, nel comune di San Giovanni a Piro, Policastro, nel comune di Santa Marina, VillammareVibonati e Sapri.