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Padula, oltre la certosa

Immersa nel verde delle pendici della Maddalena, Padula merita una visita non solo per la bellissima Certosa di San Lorenzo, uno dei più spettacolari monumenti dell’Italia meridionale, ma per le suggestive ambientazioni naturali ed il patrimonio culturale che la caratterizza.

Dotata di un fascino d’altri tempi, Padula è un paese dominato dalla natura incontaminata e dalla ricca vegetazione che segna il profilo dei monti della Maddalena. Un territorio fertilissimo che favorisce coltivazioni tipiche e che contribuisce col suo clima, a farne punto di riferimento di soggiorni all’insegna del relax e di una ospitalità di qualità.
Padula offre ai suoi visitatori interessanti siti architettonici oltre alla rinomata Certosa di Lorenzo. Poco prima di arrivare in paese si scorgono i ruderi del battistero paleocristiano di S. Giovanni in Fonte, uno dei monumenti più affascinanti dell’intero territorio del Vallo di Diano. Fondato nel IV secolo da Papa Marcello I, conserva un’antica vasca battesimale, ma la suggestione maggiore di questo opera d’arte della cristianità è data dal flusso di acqua sorgiva che lo attraversa.
Le fonti storiche attestano l’esistenza di Padula dopo l’anno mille. Alla sua nascita certamente non furono estranei i monaci basiliani, come stanno a testimoniare la chiesa di S. Nicola alle Donne ed i ruderi dell’antico Monastero di S. Nicola al Torone. Nel 1305 Tommaso II di Sanseverino ottenne tutti i beni della Grancia e li donò ai Certosini di San Brunone. Con l’atto stipulato nel gennaio del 1306 fu dato inizio ai lavori di edificazione del primo nucleo della Certosa. Dell’impianto più antico restano nel cenobio pochi elementi: tra questi si ricordano lo splendido portone della chiesa datato al 1374 e le volte a crociera della chiesa stessa. Colpiscono per grandezza e monumentalità il chiostro grande (che vanta 500 mt di perimetro ed è impreziosito da 84 archi) e la corte esterna di forma rettangolare. Importanti sono anche il chiostro della foresteria; la chiesa trecentesca; la rettangolare Sala del Capitolo, ricca di stucchi settecenteschi; il chiostro del cimitero antico; la settecentesca Cappella del Tesoro, con una sontuosa decorazione; la Cappella del Fondatore, nella quale si possono ammirare l’altare in scagliola ed il sarcofago cinquecentesco in pietra dove il fondatore è raffigurato nelle vesti di un guerriero dormiente; la cucina e le cantine (con il frantoio del 1785); il refettorio, con il dipinto ad olio su muro: vi è raffigurata una scena che ben si adattava alle funzioni della sala, le Nozze di Canaa ovvero il Miracolo dell’acqua e vino; il chiostro dei procuratori; la cella del priore, una vera e propria residenza di ben dieci stanze, con in più vari locali di servizio, l’archivio, l’accesso diretto alla biblioteca, un bel giardino con loggia affrescata e la cappella privata) e quelle dei padri certosini; lo scalone ellittico a doppia rampa che si rifà ai modi sanfeliciani e vanvitelliani ed è firmato da Gaetano Barba; il grande giardino della clausura (il “desertum”, confine invalicabile tra la vita spirituale della clausura ed il mondo esterno). La biblioteca è molto caratteristica per la vastità degli ambienti e la ricchezza decorativa del pavimento maiolicato. Degna di nota è la facciata della Certosa, che si può ammirare dalla corte esterna, realizzata nel 1718 in stile tardo manierista.

monumento_joe_petrosinoDa vedere, nel centro antico di Padula, sono la Chiesa di S. Michele (che custodisce alcune antiche pergamene di eccezionale interesse), dell’Annunziata (dove si trova l’Ossario dei Trecento di Pisacane), Palazzo Romano, la Casa natale di Joe Petrosino, la cinquecentesca piazza e gli edifici del borgo medievale, dove si segnala il portale di ingresso al Palazzo Distasio, conosciuto anche come Palazzetto Sanseverino, ed il convento di San Francesco.
Da visitare anche il Museo Archeologico della Lucania Occidentale, che contiene materiale archeologico proveniente dalle zone di scavo a sud del Sele. Tra le numerose suppellettili esposte vi sono alcuni vasi con decorazione geometrica, oggetti in ambra, bronzo e ferro provenienti da tombe enotrie di Sala Consilina e di Padula.
Usciti dal centro abitato si ha l’occasione di percorrere ed ammirare un paesaggio naturale di grande fascino, intervallato da cascinali che si stagliano sul verde, che consente un contatto diretto con la natura. Particolarmente suggestiva è la località Mandrano per fare una passeggiata in una zona molto pittoresca e verde, ricca di boschi di pini e di faggi, situata in un vasto piano caratterizzato da notevoli fenomeni carsici.
Un evento molto caratteristico che consente di apprezzare le bellezze di Padula è “Padula in festa per Carlo V e frittata delle 1000 uova” che si svolge ogni estate. La manifestazione prende spunto da un episodio avvenuto nel 1535: Carlo V di Spagna, al ritorno dalla vittoriosa battaglia di Tunisi contro i Barbareschi, sostò con tutto il suo esercito presso il monastero certosino. I cenobiti prepararono per l’illustre ospite una “pantagruelica imbandigione” e, tra l’altro, versarono in una enorme frittata ben mille uova.
Tipica è la lavorazione della pietra. Si perpetua la fiorente tradizione della cosiddetta “scuola degli scalpellini” padulesi, particolarmente apprezzata nei secoli scorsi; oltre che sulla pietra di Padula, bianca dalle caratteristiche macchioline nere, la lavorazione, evoluta in arte dell’intarsio a livello internazionale, si manifesta anche in creazioni di mosaici di marmi policromi. Molto praticata è anche la lavorazione del legno e del ferro battuto, nonché il ricamo a mano.