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La Pasqua in Cilento

Il tortano dolce tipico della tradizione pasquale in CilentoIl Giovedì e il Venerdì Santo mentre i “Sebulcri” sono addobbati di fiori di grano, in Cilento le confraternite si scambiano, per quanto possibile, le visite agli altari della deposizione e si assiste alle numerose processioni di Gesù morto fra tanta religione e non meno folklore.

Poi giunge la Pasqua: Nel linguaggio popolare cilentano esistono tre differenti tipi Pasqua. “Pasca Bufanìa”, legata alla tradizione della befana, ma questa è triste, difatti secondo la cultura contadina in quel giorno le anime dei defunti ritornano nel Purgatorio a scontare i loro peccati. «Tutte le Pasche e Pascarelle jessero e benessero, ma Pasca Bufanìa nu benesse maie». La seconda è “Pasca re l’ova”, che corrisponde alla Pasqua di Resurrezione, quindi abbiamo “Pasca re juri”, ovvero la Pentecoste.

A Pasqua di Resurrezione secondo la tradizione si regala ai propri cari, grandi e piccoli “U viccio cu l’uovo”, fatto con un particolare tipo di pane bianco abilmente intrecciato, con al centro un uovo, simbolo della vita primitiva che per le bambine costituisce il gioco della mamma, simboleggiando il neonato in fasce da cullare. Una variante del viccio è il tortano che presenta una forma più tondeggiante con un buco centrale in cui si adagia l’uovo.

Famose per la cucina pasquale sono le pizze: pizza re maccaruni, pizza roce, pizza re risi, pizza re grano, ma quella tradizionalmente più appetita è la pizza chiena, tutt’altro che dietetica e leggera, fatta con formaggio, uova sode, numerose fette di soppressata ben amalgamate in uova sbattute nel ruoto (teglia).

Altra usanza di cui ad oggi è rimasta la sola memoria è quella della bottiglia, costituita da una miscela di zucchero e liquirizia che i bambini sorseggiavano mentre le confraternite in visita cantavano i salmi del venerdì santo.

Ancora attuale è l’uso della palma benedetta nella domenica delle Palme, oggi ricoperto di dolci, confetti caramelle, mentre al tempo dei poveri, in mancanza d’altro, era addobbata con fichi secchi.

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