Slideshow

Velia: mare, sole, e scavi dell’antica città della Magna Grecia

Cultura o relax? Abbronzatura estrema o arricchimento intellettuale? Corpo o mente? Fortunatamente non si è sempre costretti a scegliere e il comune di Ascea che racchiude al suo interno l’antica città di Velia, al pari di gran parte delle località italiane, offre una ampissima gamma di opportunità che vanno dal mare, alla gastronomia, agli scavi della città che diede i natali alla scuola filosofica eleatica.

Viaggiare è una delle attività che meglio permette di staccare la spina dallo stress quotidiano e al contempo di arricchire la propria cultura grazie ai tanti stimoli che i luoghi ci offrono. Una meta che ci sentiamo di consigliare a chi sceglie il Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano per la sua esperienza di viaggio è il comune di Ascea, e più precisamente la sua marina. Una concezione troppo settoriale della vacanza ha spesso relegato questo angolo del Cilento a mera località balneare. Il suo mare dal fondo sabbioso e basso è l’ideale per le famiglie con bambini e la felice posizione geografica a soli 22 km da Palinuro e 18Km da Acciaroli offre ulteriori opportunità di svago.

Eppure, questa piccola piana creata dal fiume Alento nasconde i resti di una della più importanti città della Magna Graecia, Velia o Elea a seconda che usiamo il suo nome romano o greco. Velia è stata il crocevia dei traffici marittimi tra Grecia ed Italia ed ha raggiunto una grande ricchezza e prosperità grazie ai suoi due porti, ad un sistema difensivo molto efficace capace di sfruttare al meglio gli impervi rilievi che fanno da cornice alla piana compresa tra Marina di Casalvelino e Marina di Ascea, ma soprattutto grazie ad una raffinatissima diplomazia che perseguì una politica di neutralità che la tenne quasi sempre fuori dai tanti conflitti tra le antiche Polis del Sud Italia ed evitò la sua conquista da parte dei Lucani, cosa che avvenne invece per la vicina città di Paestum.
Velia fu un importante polo culturale dell’antichità, al punto da dare origine ad una famosa scuola filosofica, la scuola eleatica, a cui appartennero Parmenide, Zenone e Melisso di Samo. Nel periodo romano la città ospitò anche una fiorente scuola medica.

Veramente suggestivo è passeggiare nell’antica agorà dove sicuramente grandi filosofi hanno espresso e sviluppato le loro teorie e dove era radicata l’antica abitudine di recarsi “al centro” per incontrare qualcuno, casualmente o tramite tacito appuntamento, con cui scambiare qualche chiacchiera, abitudine ancora presente nelle città del Sud. Vero gioiello di questi scavi è la porta Rosa, unico esempio di arco greco del IV secolo. L’acropoli di Velia conserva l’antico teatro e il basamento dell’antico tempio su cui è stata costruita una antica fortificazione medioevale datata tra il X e l’XI secolo dopo Cristo. Questa fortificazione costituiva il fulcro di una antica cittadella medioevale, unico punto abitato dell’area velina che nel frattempo era stata abbandonata. La cittadella comprendeva anche la chiesa di Santa Maria del 950 d.C. dove attualmente sono esposti i reperti trovati durante gli scavi.

Dopo la visita agli scavi sarebbe un peccato non approfondire la conoscenza del Cilento, antica terra ricca di tradizioni, con una degustazione dei piatti tipici, meglio se accompagnati da qualche buon vino locale consigliato dagli chef che fanno della tradizione il loro punto di forza.