Cosa Vedere...

  • Palazzo Speranza, dotato di una corte centrale, e Novelli, risalente all'inizio del ‘700, che presenta un grande ingresso in pietra lavorata, attraverso cui si entra in un atrio a corte, e durante il periodo del brigantaggio, funse da sede del Comune. Di quest’edificio va segnalato anche il monumentale portale d’ingresso, in legno massiccio
    Chiesa di San Nicola di Mira. Belle e preziose sono al suo interno alcune statue, raffiguranti i santi venerati in città, ed un’acquasantiera, costituita in pietra calcarea e risalente al primo ‘500. La statua del Santo, venerata dagli Alfanesi si segnala per la sua buona fattura, che viene esaltata dall’armonia cromatica del verde e dal rosso degli indumenti ed alcuni particolari tipici dell’iconografia del santo, tra cui il libro e pastorale

Storia...

Il toponimo Alfano ha origini tuttora discusse. Forse deriva dal nome gentilizio Alfius. Secondo altri, significherebbe privo di luce (dal greco aphanés), a causa della posizione del paese a ridosso di una collina. Sono poche le notizie effettivamente attendibili sulla storia di Alfano. La prima informazione ufficiale si trova nei Registri Angioini, nei quali si afferma che gli abitanti di questo luogo avevano nascosto tre fuochi per cui dovevano pagare una multa di 22 tari e mezzo. Il 4 Febbraio 1496 Re Ferrante II concesse a Giovanni Caraffa, nobile napoletano, il territorio di Alfano insieme ad altri. Nel 1561 Muzio Dal Verme denunziò la morte del padre che aveva Alfano in feudo. Risulta che nel 1588 Alfano fu acquistata da Paolo Brancaccio. Nel 1669 era in possesso di G. Andrea Bernalla, famiglia che lo possedeva ancora nel ‘700. Alfano pagò col sangue dei propri figli il contributo alla causa risorgimentale.

 

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