Cosa Vedere...

  • Chiesa di San Filippo D’Agira, che risale al XII sec. Vi troviamo affreschi d’influenza orientale del 1400 circa e statue di Santi. Esiste un organo a canne del 1700 ed una Pala lignea di San Raffaele. I dipinti esistenti costituiscono la decorazione delle pareti e della volta della cappellina gotica inglobata nella chiesa. Di particolare interesse la scena nella Natività: la zona più alta è dedicata all’annuncio ai pastori (è visibile un angelo, un pastore ed il suo gregge), la zona mediana alla nascita di Gesù (dietro la grotta sono visibili i Magi che arrivano), la zona bassa ad un episodio non riportato nel Vangelo, ma dai Vangeli apocrifi, e completamente scomparso nell’arte occidentale dal XVI sec.: la Vergine viene assistita al momento della nascita dal Figlio divino da due levatrici, Salomè e Mea che lavano il neonato  
    Chiesa di San Giovanni Battista
    Chiesa della Madonna del Carmine, che venne fondata nel 1618
    Chiesa di Santa Maria
    Chiesa di San Domenico, risalente al XVIII sec.
    Chiesa della Madonna del Cielo. É una caratteristica chiesetta di campagna
    Palazzo Speranza, che, all’esterno, presenta un ricco portale in pietra. Caratteristico il chiostro centrale con pozzo
    Mulini
    Itinerario delle Creste, che si sviluppa lungo le varie sommità, seguendo il crinale che, dalla piana del Fulgenti (1006 mt) raggiunge la piana di Tempa della Castagna (1360 mt). Si tratta di un percorso panoramico che consente di avere un contatto immediato e diretto con l’ambiente. Le uniche presenze sono le orme di cinghiale, che si ritrovano lungo i sentieri, il girovagare delle volpi, il volteggiare dei falchi, il martellare del picchio, il tutto a contatto con una natura diversificata, a volte aspra, a volte gioiosa, nella sua esplosione, in miriadi di fiori multicolori, che tappezzano i prati montani
    Itinerario delle Cime, che è un percorso per la percorrenza del quale, occorrono buone doti di resistenza fisica, atte ad affrontare ripide salite e discese, in un continuum che va dal monte Antilia (1316 mt), prosegue per Tempa del Ciglio (1339 mt), Campanaro Giungoli (1448 mt), per concludersi sulla Rotonda (1486 mt), la vetta più alta del territorio comunale

Storia...

È probabile che, nel X sec., coloni greco-bizantini, risalendo il corso del fiume Mingardo, andarono a stanziarsi dapprima sulla destra del torrente Utria, per poi oltrepassarlo, fermandosi nella parte inferiore dell’attuale paese, cioè al San Filippo che, insieme con il Lammardo (da lambardo, di derivazione longobarda), presenta le abitazioni più vetuste.   Il documento più antico, datato 947, testimonia che, intorno all’anno 1000, Laurito era un castrum, cioè un castello. Esso aveva soprattutto una funzione di difesa militare contro le incursioni e le distruzioni ad opera dei Saraceni, ed era infeudato “iure longobardorum”, vi era, cioè, applicato il diritto longobardo nella divisione della terra e nella successione. Altre citazioni del borgo si trovano nei Registri Angioini in alcune trattative che il principe Carlo aveva avuto con il Re Giacomo d’Aragona.  Diversi furono i signori che tennero il possesso della baronia di Laurito.

 

Video

 

Previsioni Meteo