Cosa Vedere...

  • Frazione di Rocca con alcuni palazzi appartenuti a nobili famiglie (Granito, De Vita, Verrone, D’Agosto, Esposito, Rinaldi e Vaccaro). Il castello di Rocca ha una straordinaria ricchezza storica ed architettonica traduzione in pietra e stratificazione di circa mille anni di storia
    Chiesa di Santa Maria Vetere, detta anche della Concezione, è tra le più eleganti chiese medievali. Fu edificata nei primi decenni del XIV sec. Interessante il bel soffitto ligneo a cassettoni alternati, ottagoni e quadrati. Lo stesso carattere naif si ritrova nel pulpito addossato alla parete, che sporge per cinque facce decorate con vivaci fioroni fuoriuscenti da grandi vasi. È singolare l’accostamento di una struttura sofisticata con una tecnica povera, il che fa della chiesa un esempio unico di uno stile che risente in maniera singolare dell’architettura arabo-sicula sull’edilizia religiosa del Cilento
    Chiesa di Santa Maria delle Grazie, ampia e strutturata su tre navate con le cappelle di San Nicola, dell’Annunziata, Santa Caterina, Santa Maria del Principio, delle anime del Purgatorio, del Crocifisso, di San Donato, della Concezione, del Rosario, del Corpo di Cristo. La navata presenta un soffitto a cassettoni dipinto con vivaci fioroni decorativi, mentre le laterali sono coperte una con soffitto di legno, l’altra a tegole, e c’è anche un bell’organo. Attira subito l’attenzione una grande tela con l’Annunciazione
    Cappella di Sant’Antonio da Padova, costruita tra il 1945 ed il 1946 
    Chiesa di Santa Maria della Neve del ‘400
    Convento di S. Francesco dei frati minori della provincia salernitana-lucana dell’Immacolata Concezione, detto anche Convento di San Francesco alla foresta. La tradizione attribuisce a San Bernardino da Siena la fondazione del convento, avvenuta intorno al 1427. Sulla facciata si trovano tre archi a tutto sesto che immettono in un nartece: la porta centrale è quella della chiesa, a sinistra si entra direttamente nel chiostro
    Valle del Torrente Fiumara

Storia...

Lustra ha avuto origine da insediamenti antichi, dimostrati dai ritrovamenti di strutture murarie e ceramiche risalenti al IV - III sec. a.C.
In età longobarda a Lustra venne costituita l’associazione agricola di Persiceto, che si inserisce nel novero delle associazioni istituite nel Gastaldato di Lucania dai principi longobardi di Salerno, che concessero terre di loro proprietà o demaniali a sudditi di fiducia. Forse anche grazie a questo Lustra acquisì una certa vitalità, anche per la posizione predominante rispetto ai villaggi vicini: non a caso il nome di Lustra veniva usato per indicare il convento di San Mango e il villaggio di Valle.
Nel periodo normanno il territorio di Lustra passò nelle mani dei Sanseverino, poi nel 1185 fu donato a Guglielmo I Sanseverino. 
Rocca Cilento è menzionata per la prima volta in un documento del 1110 in cui si riporta la decisione di Guglielmo I Sanseverino di spostare la sede della “Baronia di Cilento” dal centro fortificato (il mitico, e forse mai esistito, Cilenti, o Castellum Cilenti, riedificazione di Petilia, l’antica capitale dei Lucani) posto sulla cima del Monte della Stella alla collina di Rocca. In ogni caso la frazione, prima dell’attribuzione ai Sanseverino era già sede di un Actus e di contea longobardi. Per la sua posizione geografica divenne ben presto il centro più importante tra i villaggi vicini. In un documento del 1119 risultava inserita nella cinta fortificata del castello dei Sanseverino e nel 1185 l’insediamento di Rocca figurava come castrum, cioè abitato fortificato. Rocca era anche la sede dell’importante ufficio diocesano dell’Arcipresbiterato. I Sanseverino vi risiedevano esercitandovi la giustizia e compiendo importanti atti amministrativi. Rocca fu aggregata al comune di Lustra nel 1861.

 

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