Cosa Vedere...

  • Cappella di San Nicola; quattro archi chiudono le entrate principali e rappresentano quel che resta delle antiche porte
    Arco a Ciaramitoli
    Croce in pietra, del XVIII sec.
    Mulini ad acqua
    Museo - biblioteca “Eleusa”, che custodisce testi antichi, manoscritti, reperti archeologici e della cultura socio – religiosa
    Chiesa Madre, costruita nel XII sec.; conserva un’acquasantiera del 1577 di notevole interesse ed un coro ligneo quattrocentesco. La chiesa testimonia al suo interno la presenza dei padri benedettini
    Chiesa del Carmine, del XVI sec.
    Cappella Spirito Santo, del XV sec.
    Cappella della Sala del XVII sec.
    Palazzo dei Principi Paleologo di Bisanzio, del XV sec

Storia...

La prima notizia storica documentata è del 1092, ma del materiale ceramico di epoca lucana rinvenuti in località Tempa del Monaco (V-IV sec. .C.) testimonia una presenza abitativa collegata col centro fortificato del Monte Stella.
I nuclei abitati che oggi formano Casalsoprano erano un tempo altrettanti distinti villaggi facenti parte, unitamente a Casalsottano e ad altri scomparsi, di quell’unico complesso rurale detto Casale di San Mauro del Cilento, con evidente riferimento alla chiesa, da sempre naturale punto di riferimento culturale, ma anche geografico, trovandosi in posizione centrale rispetto ai suddetti abitati. L’occupazione longobarda del sito e la presenza di monaci italo greci a partire dal IX secolo, determinarono il formarsi sul luogo di numerosi altri insediamenti rurali che crebbero quando nell’XI sec. passarono sotto il dominio della badia di Cava dei Tirreni.
In questi nuclei vivevano ben 55 famiglie che, unitamente al vallone del torrente Jandolo, appartennero ai Sanseverino i quali le tennero fino alla loro caduta (1552), per poi passare a vari feudatari, il cui governo ne determinò la lenta decadenza.
Certamente il decisivo decollo del nuovo abitato avvenne in seguito all’immigrazione di alcune famiglie greche, profughe della distruzione di Costantinopoli avvenuta ad opera dei Turchi nel 1453: si rifugiarono a San Mauro perché qui viveva fin da ragazzo, in qualità di ostaggio a garanzia di trattati tra il Regno di Napoli e l’Impero Bizantino, il legittimo erede al trono di Bisanzio.
Agli inizi del XIV sec., San Mauro subì gravi danni ed occupazioni da parte degli eserciti angioini ed aragonesi. Il feudo fu dei Sanseverino fino al 1486, anno in cui vennero confiscati tutti i possedimenti della famiglia a causa della ribellione di Antonello di Sanseverino, che partecipò alla congiura dei Baroni. Nel 1504, dopo la pace tra Luigi XII e Ferdinando Il Cattolico, i Sanseverino furono reintegrati di tutti i loro beni. Il casale di San Mauro fu poi venduto dai Sanseverino subendo diversi passaggi di proprietà nel corso del XVI e XVII secolo. Ultimo proprietario del casale fu Francesco Vetere che lo acquistò dai marchesi Piccirilli nel 1802. Ruggero Paleologo.

 

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