Cosa Vedere...

  • Tomba di Aurelio, con sarcofago lungo m. 1,80 e largo cm. 48
    Chiesa di San Giovanni Evangelista. Costituita da una ampia navata centrale a pianta rettangolare che termina nell’abside, di larghezza uguale alla navata stessa, e da due navate laterali più basse; la luce penetra dalle ampie finestre del cleristorio le cui mura sono sostenute da grossi pilastri alternati ad archi a tutto sesto, che arginano l’effusione laterale nelle navate minori dello spazio della navata principale. L’altare maggiore è molto simile nella struttura a quello della basilica di Pompei. Alle sue spalle si sviluppa l’abside con un coro ligneo del 1801. Matteo Volpe di Buccino disegnò il soffitto dell’abside che raffigura una colomba raggiante
    Cappella della Madonna di Loreto, che conserva una tela del pittore Nicola Pecchenedda
    Cappella di Santa Maria del Carmine detta Alla Fontanella
    Cappella di Santa Maria del Monte Carmelo, detta Al Pantano
    Cappella di San Michele
    Cappella di San Vito, sorta nel 1756
    Cappella di San Rocco
    Cappella della Madonna delle Grazie, fondata nel 1602. Una leggenda afferma che nelle sue fondamenta sia custodito un osso di baiena, forse un ex voto di marinaio
    Cappella dell’Annunziata
    Cappella di Santa Lucia
    Cappella di San Biagio
    Cappella di San Giuseppe
    Cappella di Sant’Antonio da Padova
    Cappella di Santa Maria di Cielo e Terra
    Cappella di San Pietro, che custodisce un’antica pala
    Palazzi Di Novella, De Benedectis, Saraceni, Sabini, Ferro, Raimondini
    Grangia di San Zaccaria, sorta nel X sec.
    Ponte Silla
    Resti di una villa romana
    Grotta preistorica

Storia...

Il toponimo deriverebbe da Sasso Sano, a testimonianza della ricerca di un luogo sano per edificare a monte delle paludi del Vallo di Diano. È probabile, quindi, che il primo insediamento sia sorto nel X sec. a seguito delle devastazioni operate nel Vallo dai Saraceni.
Il paese fu legato alle vicende dello stato dianese ed alla Cerosa di San Lorenzo.
Nel 1860 si assistette alla creazione di una “lega di resistenza di contadini” ai soprusi delle famiglie benestanti sui terreni demaniali.

 

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